Fisioterapia

World Medicine® Physiotherapy è una consolidata realtà della sanità laziale, formata da professionisti altamente qualificati con laurea universitaria in Fisioterapia

    FISIOTERAPIA2018-03-22T15:35:21+00:00

    Project Description

    Il Centro Fisioterapico

    Villa Ada World Medicine Physiotherapy è una realtà dinamica, giovane ed accogliente, specializzata in terapie riabilitative. Eccellenza, avanguardia ed innovazione nella fisioterapia e nella medicina sportiva sono i suoi tratti distintivi.
    Al Villa Ada World Medicine Physiotherapy il paziente è soggetto attivo del proprio percorso clinico-riabilitativo strutturato in funzione della specifica patologia. L’assistenza è individuale ed i programmi personalizzati.
    Situato nel cuore di Roma, Villa Ada World Medicine Physiotherapy si avvale dei migliori professionisti al fine di offrire una vasta gamma di servizi medici e garantire la più accurata metodologia d’intervento.

    • Prestazioni Fisioterapiche

    • Terapia Fisica e Strumentale.

    • Fisioterapia Domiciliare

    FISIOTERAPIA

    La riabilitazione pre-operatoria viene effettuata prima di qualsiasi intervento chirurgico “programmato” a carico dell’apparato locomotore ed ha lo scopo di preparare il paziente a livello articolare, muscolare e propriocettivo (percezione del proprio corpo). Questo permetterà , nella fase successiva all’operazione, un recupero funzionale più rapido.

    La riabilitazione post-operatoria è l’insieme di tutte quelle tecniche fisioterapiche necessarie per creare un percorso di recupero funzionale a seguito di un evento traumatico trattato con o senza intervento chirurgico. I trattamenti saranno quindi rivolti in successione all’istruzione per l’utilizzo di eventuali tutori o supporti

    E’ un importante e rivoluzionario metodo riabilitativo che nasce da studi, ricerche biomeccaniche e neurofisiologiche del Professor Philippe E. Souchard, docente di fama internazionale che ha creato ed elaborato la Rieducazione Posturale Globale, fondando l’Universitè Internationale Permanente de Therapie Manuelle (Uiptm) con sede a Saint Mont, in Francia, centro di diffusione del metodo nel mondo.

    La metodica viene insegnata e praticata in più di dodici paesi del mondo. La Rieducazione Posturale Globale, più frequentemente designata dalle sue iniziali R.P.G., nasce dal libro “Le Champ Clos” (Il Campo chiuso), pubblicato dal Professor Ph. E. Souchard nel 1981. L’R.p.g. ha come obiettivo finale il ripristino globale dell’equilibrio statico e dinamico del corpo, compromesso per l’intervento di spontanei meccanismi di difesa contro aggressioni esterne.

    Il trattamento è qualitativo, basato su posture di stiramento progressivo attivo dei muscoli antigravitari (statici e di natura fibrosa), interamente gestite dal terapeuta con la partecipazione attiva del paziente.

    L’analisi della postura di una persona può rappresentare un linguaggio comune per diverse discipline mediche, perché in questo caso la persona viene vista nella sua globalità. Un percorso diagnostico può essere, quindi, integrato da questo approccio, lo scopo è quello di definire meglio un programma di prevenzione o di cura, anche eventualmente con un trattamento multidisciplinare. L’osservazione di atteggiamenti posturali non corretti può dare una conferma ed essere di incentivo per sviluppare strategie di prevenzione fin dalle prime fasce in età evolutiva.

    La ginnastica posturale dinamica è una metodica che raccoglie un insieme di esercizi utili a migliorare la propria postura, rende più fluidi i movimenti ed elastiche le articolazioni , tonificando la muscolatura di tutto il corpo.

    E’ rivolta:

    – A persone affette da dolori alla colonna vertebrale o comunque all’apparato muscolo scheletrico non in fase acuta;
    – A coloro che vogliano migliorare l’elasticità e la mobilità articolare;
    – Agli adolescenti che presentano vizi posturali.

    La rieducazione motoria, quale terapia del movimento, mira a ristabilire la normale funzionalità muscolare, miofasciale, articolare e di coordinazione del movimento di uno o più arti e, di conseguenza, di tutto il corpo. Viene effettuata, in genere, inizialmente in maniera passiva e poi attiva. E’ indispensabile in caso di interventi chirurgici a carattere ortopedico, sia come preparazione ad esso che, in seguito, come riabilitazione. Essa risulta inoltre determinante nel trattamento delle patologie a carattere neuro-motorio.

    Oltre che per scopi terapeutici, la rieducazione motoria sta giustamente assumendo un ruolo sempre più importante in campo preventivo e sportivo. Ricordiamo che lo stile di vita attuale (sedentarietà, stress, habitat e superfici artificiali) porta a una perdita di coscienza del proprio corpo (dispercezione corporea) con conseguente perdita di abilità motorie, alterazioni posturali e quindi, in ultima analisi, in base alla psiconeuroendocrinoimmunologia, di salute fisico-psichica.

    Per mobilizzazione articolare si intende la variazione dell’angolo di movimento a carico di una articolazione, a partire da una posizione iniziale e secondo gli assi ed i piani su cui tale movimento può essere eseguito.
    Essa può essere di diversi tipi: si parla di mobilizzazione attiva quando la variazione dell’angolo di movimento è causato dall’attività contrattile dei muscoli scheletrici, i quali si inseriscono sui capi ossei che compongono l’articolazione; la mobilizzazione attiva-assistita è una mobilizzazione attiva che avviene in associazione al controllo manuale da parte del fisioterapista; la mobilizzazione passiva si determina grazie all’applicazione dall’esterno di una forza che determina una variazione dell’angolo articolare, tale forza può essere applicata dal fisioterapista, mediante opportune prese articolari, da un apparato meccanico provvisto di leve mobili o semplicemente dal peso esercitato dalla forza di gravità, come avviene nello squat.
    Le mobilizzazioni articolari hanno l’obiettivo primario di ripristinare una corretta ampiezza dei movimenti articolari risolvendo stati di contrazione muscolare e aderenze. L’obiettivo della metodica è conservare libero il movimento articolare fisiologico nei diversi piani dello spazio, prevenendo la formazione di aderenze e di retrazioni, per riportare verso la normalità, la mobilità articolare patologicamente limitata.
    Kinesiterapia significa terapia del movimento ed è un trattamento che viene fatto a seguito di immobilizzazioni prolungate (ingessature e applicazione di tutori), di interventi chirurgici, di traumi, per i quali l’articolazione ha difficoltà a svolgere i normali movimenti e le naturali capacità fisiologiche risultano limitate, anche a livello muscolare.
    La kinesiterapia è efficace anche nei casi di malattie delle articolazioni, in quanto permette una normale attività delle articolazioni e dei legamenti, che altrimenti andrebbero lentamente a bloccarsi.
    Inoltre apporta benefici all’’apparato respiratorio, alla circolazione sanguigna ed al metabolismo, contribuendo alla prevenzione di patologie più gravi ed a migliorare quelle già esistenti.
    L’osteopatia è un sistema di diagnosi e trattamento che pur basandosi sulle scienze fondamentali e le conoscenze mediche tradizionali (anatomia, fisiologia, ect..) non prevede l’uso di farmaci né il ricorso alla chirurgia, ma attraverso manipolazioni e manovre specifiche si dimostra efficace per la prevenzione, valutazione ed il trattamento di disturbi che interessano non solo l’apparato neuro-muscolo-scheletrico, ma anche cranio-sacrale (legame tra il cranio, la colonna vertebrale e l’osso sacro) e viscerale (azioni sulla mobilità degli organi viscerali).
    Inoltre a differenza della medicina tradizionale allopatica, che concentra i propri sforzi sulla ricerca ed eliminazione del sintomo, l’osteopatia considera il sintomo un campanello di allarme e mira all’individuazione della causa alla base della comparsa del sintomo stesso.
    La terapia manuale è un sistema internazionalmente riconosciuto di prevenzione, valutazione e trattamento di disturbi che interessano l’apparato muscoloscheletrico attraverso l’uso delle mani; in questo ambito rientrano l’osteopatia, la terapia miofasciale, la tape therapy etc. Rappresenta uno strumento indispensabile per il terapista a cui permette una valutazione funzionale globale del soggetto che mette in correlazione la disfunzione del sistema locomotore e i sintomi del paziente. Essa non è in competizione con la diagnosi del medico, ma la completa. Il trattamento nella terapia manuale persegue principalmente questi obiettivi: trattamento dei sintomi; mobilizzazione dell’ipomobilità; mantenimento della mobilità; stabilizzazione dell‘ipermobilità con esercizio mirato da compiere a domicilio; influenzare il cambiamento tissutale fasciale avvalendosi di informazione verbale, informazione terapeutica continuativa (Tape therapy posturale) e istruzione di auto-esercizi terapeutici, per l’esecuzione di un trattamento sempre più mirato delle cause disfunzionali (tessuti ossei, capsulari, legamentosi, tendinei, muscolari e fasciali) alla base del dolore.
    La miofibrolisi diacutanea (il prefisso dia deriva dal greco dià, ossia attraverso; quindi fibrolisi attraverso la cute) e’ un trattamento manuale dei tessuti connettivali profondi. Mediante l’uso di particolari strumenti altamente specifici (fibrolisori) è possibile agire su i tessuti con lo scopo di eliminare aderenze, noduli ecc. In presenza di eventi acuti la risposta del nostro organismo non sempre è ottimale. Il processo di guarigione può non essere perfetto e il risultato è la presenza di “cicatrici” nei muscoli o nei tendini. Tali cicatrici si presentano sotto varie forme come noduli o aderenze fibrose.

    A volte il processo di riassorbimento di tali strutture può durare mesi, se spontaneo, a volte può non avvenire. La fibrolisi cerca di avviare o accelerare il processo di riassorbimento, riportando il tessuto in condizioni di normalità.

    Indicazioni per la tecnica della MIOFIBROLISI DIACUTANEA
    – Aderenze successive a traumi o interventi
    – Fibrosi cicatriziale postchirurgica che limita il normale movimento.
    – Tendinopatie, Nevralgie
    – Sindromi trofiche degli arti: algoneurodistrofia, sindrome del tunnel carpale, sindromi muscolari varie, ecc

    Controindicazioni
    – Malattie dermatologiche
    – Problemi circolatori
    – Stato infiammatorio in fase acuta
    – Ferite ancora non completamente rimarginate

    La Propriocezione (da “proprius” = “appartenente a se stesso”) è determinata dal flusso di segnali che origina dai propriocettori e raggiunge il midollo spinale per dare origine ai riflessi muscolari; essa svolge un ruolo determinante nel controllo neuromuscolare finalizzato al mantenimento della postura corretta e all’esecuzione dei movimenti di precisione.

    I recettori sensoriali per la Propriocezione (situati a livello cutaneo, muscolare, tendineo e legamentoso) forniscono informazioni al Sistema Nervoso Centrale circa la posizione e l’equilibrio del corpo tramite un meccanismo di Feed-Back neuromuscolare che si interrompe in presenza di lesioni o anormalità. In presenza di un trauma vi è quindi sempre un’alterazione dei meccanismi propriocettivi che porta ad un difetto di “lettura” dello spazio circostante; di conseguenza il ridotto intervento del sistema propriocettivo riduce l’efficienza del controllo posturale della persona, privilegiando il Sistema Vestibolare, responsabile di una coordinazione grezza.
    La Riabilitazione Propriocettiva è dunque una tecnica rieducativa fondata sui processi di Apprendimento, Ricezione Neuromotoria, Controllo Posturale e Chinesiologico, avente come obiettivo la costruzione di un nuovo Schema Corporeo.

    La massoterapia è una tecnica riabilitativa e preventiva che si fonda essenzialmente sull’applicazione di massaggi. Con questo termine si include infatti l’insieme di cure realizzato tramite massaggi a varie parti del corpo.

    Essendo una delle terapie più antiche e diffuse, ha una larga applicazione nella cura dei traumi e delle malattie. Viene utilizzata per ridurre la fatica, incrementare la capacità di recupero degli atleti e per rilassare i muscoli (specie per chi soffre di stress e tensione muscolare). Determina uno stato di rilassamento generale a livello psicofisico.

    La massoterapia produce un sensibile miglioramento della vascolarizzazione, aumenta l’elasticità della pelle e dei muscoli, determina un effetto rilassante e riesce ad alleviare il dolore con un effetto sedativo. Non solo migliora la circolazione linfatica ma scoglie le contratture muscolari.

    Il drenaggio linfatico manuale è una tecnica di massaggio manuale basata su un metodo scientifico, collaudato nella sua efficacia ed applicazione nel trattamento e cura delle patologie del sistema linfatico.
    Questo metodo ha come scopo terapeutico quello di migliorare la circolazione linfatica e garantire la rigenerazione ed il ricambio dei liquidi corporei.

    La circolazione linfatica è formata da una fitta rete di vasi linfatici presenti in ogni parte del nostro organismo, che esplicano la funzione di far circolare la linfa (liquidi corporei) .
    Una circolazione adeguata crea nutrizione, ossigenazione e difesa ai tessuti corporei, mentre difetti della circolazione creano un terreno favorevole per molte patologie che si riscontrano in seguito ad interventi chirurgici ed estetici.
    Il metodo del linfodrenaggio trova le sue applicazioni in campo riabilitativo ed estetico per i suoi molteplici effetti terapeutici.
    Il più importante effetto è quello antiedemigeno (drenante), ossia riduzione dell’edema o gonfiore provocato da stasi linfatica dopo intervento di chirurgia sui linfonodi (mastectomia); chirurgia plastica ed estetica; edemi post traumatici del viso, delle mani e delle articolazioni (fratture).
    Un effetto terapeutico eccellente è quello cicatrizzante, favorendo un aumento dei processi cicatriziali nei casi di piaghe da decubito, ulcerazioni varicose, ferite da diabete, ustioni, eczemi e cheloidi cicatriziali.
    Il metodo trova il suo riscontro in campo dermatologico per la capacità di migliorare la respirazione cutanea, rendendo la pelle più tonica, compatta con un effetto rigenerante.

    In campo immunologico è indicato nei casi in cui è richiesta una migliore immunità locale (acne, ferite chirurgiche o accidentali) e colonizzazione batterica delle prime vie aeree (sinusiti, faringiti, tonsilliti in età pediatrica) per il suo effetto di stimolazione delle difese immunitarie.

    Per la sua efficacia nel miglioramento del microcircolo si ottengono ottimi risultati nel trattamento estetico della cellulite.
    Può avere indicazioni abbinato a sedute di agopuntura per facilitare la microcircolazione, l’ossigenazione cutanea di tessuti muscolari con effetti antidolorifici e rilassanti.

    Per il suo effetto antalgico si applica su contratture muscolari, strappi muscolari e dolori articolari (artrosi).
    Il drenaggio linfatico ha un effetto sedativo e rilassante, se associato a tecniche di rilassamento per favorire il sonno in soggetti stressati che necessitano di riposo.

    Come tecnica di massaggio ha molteplici vantaggi per la sua capacità di agire in profondità, creando globalità di azione e personalizzazione del trattamento, oltretutto richiede una manualità specifica che nessun apparecchio è in grado di sostituirlo.

    Originariamente sviluppato in Giappone più di 25 anni fa dal Dr. Kenzo Kase, è una tecnica basata sul processo di guarigione naturale del proprio corpo. Il Kinesio Taping implica l’applicazione di un nastro adesivo elastico sopra e intorno ai muscoli per assistere e dare supporto o prevenire un’eccessiva contrazione. E’ una tecnica correttiva meccanica e sensoriale che favorisce una migliore circolazione sanguigna e linfatica nell’area da trattare. E’ ideale nella cura di muscoli, nervi e organi nelle situazioni post-traumatiche, in fisioterapia o semplicemente per migliorare il rendimento sportivo.
    La tecnica ha quattro principali effetti fisiologici:

    1. Corregge la funzione muscolare. Il Kinesio Taping è efficace nel ripristinare la giusta tensione muscolare: facilita o inibisce la contrazione muscolare (dipende dalla tecnica utilizzata)

    2. Aumenta la circolazione del sangue/linfa. Il Kinesio Taping aiuta ad eliminare l’eccesso di edema e/o emorragia tra la pelle ed il muscolo

    3. Riduce il dolore.

    4. Assiste nella correzione di allineamento l’articolazione.

    Il Kinesio Taping non è un bendaggio funzionale ma viene usato in molteplici aree della fisioterapia e riabilitazione, (ortopedica, neurologica, pediatria, sport, idroterapia etc…) come supporto ad altri metodi e tecniche riabilitative (migliorando effetti e risultati).

    L’esame baropodometrico è un test che permette di valutare la qualità dell’appoggio a terra dei piedi. Il test fornisce informazioni sulle pressioni che vengono scambiate tra la superficie di appoggio del piede ed il terreno e valuta in modo approfondito la modalità di esecuzione del passo ed eventuali alterazioni della deambulazione.Il soggetto viene messo in una posizione statica, sopra un tappeto sensibile alla pressione, mentre il suo sguardo è posto in avanti. Al tappetino è collegato un sistema computerizzato che permette di far vedere all’esaminatore, su di un monitor, gli appoggi del piede. L’esame permette una valutazione anatomica e funzionale del piede, fornendo inoltre una registrazione grafica della pressione esercitata sul terreno, sia quando il paziente si trova in posizione completamente eretta, sia quando cammina. Lo studio della distribuzione di queste pressioni consente di valutare la biomeccanica posturale e locomotoria unitamente alle sue variazioni patologiche. L’esame pertanto è utile nel descrivere la morfologia, la funzione e disfunzione statica e dinamica del piede. L’esaminatore ne riceve anche un’impressione di eventuali patologie proprie del piede così come di altri segmenti corporei interconnessi anatomicamente e funzionalmente con esso. Ricerche sperimentali hanno evidenziato come le differenze sessuali e le variazioni allometriche associate con l’aumento della superficie plantare o la statura non sono quantitativamente rilevanti né significative in rapporto alle variazioni di carico.

    TERAPIE FISICHE

    Nell’ambito della riabilitazione motoria e della fisioterapia, la tecarterapia rappresenta una soluzione che si avvale di una differenza di potenziale energetico e che viene adottata da molti fisioterapisti. Consiste sostanzialmente in un’attivazione energetica del corpo del soggetto. L’innovazione di questo approccio è data però da una sostanziale differenza: mentre in altre terapie l’energia viene trasferita al paziente dall’esterno, durante la tecarterapia viene stimolata energia direttamente dall’interno del tessuto muscolare. Di solito non si tratta mai di una sola seduta ma di un percorso da iniziare col terapeuta, spesso associato al suggerimento di esecuzione di alcuni esercizi di isometrica e di allunamento muscolare.

    Il fine ultimo è quello di attivare i processi antinfiammatori e riparativi naturali di cui il nostro corpo predispone. Ciò permette di ridurre considerevolmente la soglia del dolore nel soggetto, oltre ad accelerare i tempi di recupero della fase riabilitativa.

    Vengono interessate delle cariche elettriche che sono presenti sotto forma di ioni, all’interno dei tessuti. La stimolazione che se ne ricava lavora a livello cellulare, riattivando la circolazione sanguigna e innalzando considerevolmente il livello di temperatura corporeo.

    I meccanismi fisiologici di recupero vengono così immediatamente innescati. Il flusso positivo di energia originato aiuta a riparare le lesioni o pulisce dai problemi legati alle infiammazioni o ai versamenti che possono essere successivi a un trauma o a consuetudini posturali sbagliate. La tecar esiste in Spagna sin dal 1995 e in Italia nel 1998.

    E’ una tecnica innovativa che, attraverso l’emissione di microonde, innalza localmente ed in profondità la temperatura del tessuto fino a 41°- 45°, aumentando di 15 volte il flusso sanguigno nella parte traumatizzata. Questo è possibile anche grazie ad un sistema di raffreddamento dei tessuti superficiali, che impedisce il surriscaldamento della pelle.
    L’utilizzo del calore in Medicina Fisica e Riabilitativa consente: di incrementare l’afflusso ematico (l’apporto di sangue e quindi l’ossigeno) in un tessuto; questo stimola i processi di riparazione tessutali favorendo da un lato l’apporto di substrati organici (elementi organici necessari per la riparazione e la ricostituzione tessutale), dall’altro l’eliminazione dei cataboliti (prodotti tossici generati dal processo infiammatorio). Inoltre modifica la conduzione nervosa sensitiva, con riduzione del dolore aumenta l’estensibilità del tessuto tendineo favorisce un rapido assorbimento degli ematomi e una inibizione di enzimi pro-infiammatori.
    La Hilterapia® è una terapia innovativa con laser Nd:YAG (1064 nm) ad emissione pulsata, che consente di trattare in assoluta sicurezza tutti gli stati infiammatori, anche profondi, inducendo fin dalla prima applicazione un’intensa riduzione del dolore e una ripresa della mobilità: alta energia e sicurezza totale per curare le strutture profonde.
    Questo è reso possibile dall’impulso HILT® (High Intensity Laser Therapy), brevettato negli USA.

    La Hilterapia® è una laserterapia innovativa messa a punto in Italia, che ha ricevuto l’approvazione da parte della FDA (Food and Drug Administration), l’ente regolatorio statunitense.
    Un impulso laser e un protocollo terapeutico di avanzata concezione permettono di portare elevate dosi energetiche in profondità, senza causare alcun danno ai tessuti: patologie fino ad oggi intrattabili con la laserterapia tradizionale possono essere curate rapidamente, semplicemente e con garanzia di successo con la terapia HILT®. Si tratta di un laser Nd:YAG pulsato, che emette una luce con una lunghezza d’onda all’interno dell’infrarosso (1064 nm) e che si differenzia dai comuni laser per la sua capacità di agire in profondità.
    Molte patologie, da sovraccarico, traumatiche o degenerative, coinvolgono strutture muscolari, tendinee, articolari collocate in profondità.
    Fino ad oggi era impossibile trasferire a queste strutture una quantità adeguata di energia attraverso la luce laser per stimolarle e indurne la guarigione. Infatti, via via che la radiazione luminosa penetra nei tessuti perde la sua intensità, sia perché è in parte diffusa, sia perché trasferisce la sua energia ai tessuti stessi. Ciò significa che per arrivare negli strati profondi è necessario erogare una maggior quantità di energia, con dosi energetiche molto elevate, col rischio però di cederne troppa agli strati superficiali: solo in questo modo la frazione utile di energia che giunge in profondità è sufficiente a stimolare le strutture anatomiche bersaglio della terapia. Ma elevate dosi energetiche implicano necessariamente calore: aumentando la potenza si rischia di produrre un eccessivo riscaldamento della cute e del sottocute che possono danneggiarsi. Il limite riscontrato fino ad oggi nell’uso della laserterapia per patologie che coinvolgono strutture profonde è stato proprio la difficolttà nel riuscire a trovare il modo di fornire queste elevate quantità di energia senza che il calore accumulato portasse alla lesione dei tessuti superficiali.
    Questo ostacolo è stato superato grazie alla tecnologia HILT® (High Intensity Laser Therapy) in cui la luce laser anziché in modo continuo è erogata a impulsi.

    n fisioterapia sono diffusi laser con una irradianza tale da sviluppare un limitato calore sulla superficie corporea. Si tratta in genere di laser con emissione nell’infrarosso. Il laser Nd:YAG è un laser a stato solido che sfrutta un cristallo di ittrio e alluminio (YAG) drogato al neodimio (Nd:Y3Al5O12) emette normalmente a 1060 nm o 940 nm. Può essere utilizzato anche il laser a CO2, che emette normalmente a 10600 nm. In fisioterapia sono possibili anche trattamenti laser a bassa potenza, cioè che non sviluppano alcun effetto termico sensibile, di cosiddetta: biostimolazione.
    La terapia con gli ultrasuoni a freddo (anche detta crioultrasuonoterapia), è una nuova terapia, di grande efficacia per il trattamento degli stati infiammatori e dolorosi.
    All’azione antiinfiammatoria degli ultrasuoni, infatti, si associa l’azione analgesica, antiedemigena e antidolorifica della crioterapia (terapia del freddo).
    L’azione antiinfiammatoria, antidolorifica e antiedemigena si esplica grazie a vari fattori:

    il fattore meccanico, rappresentato dalla “messa in vibrazione” da parte degli ultrasuoni delle cellule del tessuto trattato, determinando così una sorta di “micromassaggio” in profondità;
    il fattore termico: l’aumento della temperatura indotto dagli ultrasuoni favorisce la vascolarizzazione e la eliminazione delle molecole responsabili dell’infiammazione (metaboliti tossici); tuttavia l’aumento della temperatura si verifica solamente a livello superficiale, sottraendo così il sangue alla muscolatura e ottenendo in tal modo un’azione emostatica, (cioè di arresto della fuoriuscita di sangue), molto utile dopo i traumi; d’altro canto, l’azione del freddo (che provoca prima una vasocostrizione immediata e in seguito una vasodilatazione da “vasoparalisi”) è rappresentata essenzialmente da un effetto analgesico e decontratturante;
    il fattore chimico: gli ultrasuoni accelerano la demolizione dei metaboliti tossici responsabili dell’infiammazione; inoltre applicando una pomata antiinfiammatoria gli ultrasuoni facilitano la sua penetrazione nei tessuti, (aumentandone quindi l’efficacia), con una tecnica detta sonoforesi.

    L’emissione di ultrasuoni dalla testina potrà essere continua o intermittente; parimenti, l’operatore userà il manipolo con moto circolare o lo terrà fermo.

    La SIT therapy è una delle terapie strumentali oggi più innovative e all’avanguardia. Ha radicalmente trasformato i vecchi sistemi per la veicolazione di farmaci come la ionoforesi o la iontoforesi che sono, in confronto alla SIT, molto meno efficaci.

    Il sistema SIT nasce con lo scopo di superare le classiche metodiche di veicolazione, aumentando così l’eficacia delle sostanze veicolate tramite tale dispositivo. Si tratta di un efficace metodo medico per veicolazione transdermica che permette, attraverso microimpulsi controllati da un impedenziometro, di trasportare transdermicamente principi attivi ad alto peso molecolare negli spazi interstiziali sia in extra cellulare che in intra cellulare. La miscela di gel e di molecole viene contenuta all’interno di speciali elettrodi, disponibili in dimensioni diverse a seconda della zona del corpo in cui intendiamo operare. È un metodo indolore e privo di effetti collaterali indesiderati: il paziente durante la seduta percepisce la sensazione di una leggera contrazione muscolare. Con una simile opportuna variazione dei parametri elettrici, questa metodica rende possibile la veicolazione di sostanze per via transcutanea, non alterando i tessuti e raggiungendo profondità ottimali. Il sistema è stato protocollato con principi attivi sia di base sintetica sia di origine vegetale con una specifica indicazione: antinfiammatoria, drenante, antalgica, decontratturante, decalcificante, antiedemigena, nel trattamento calcifico e nei tessuti fibrotici.

    Per ionoforesi (iòno-phòresis = trasporto di ioni) si intende l’introduzione di un farmaco nell’organismo attraverso l’epidermide (somministrazione per via transcutanea), utilizzando una corrente continua (corrente galvanica), prodotta da un apposito generatore.È stato possibile misurare che questo sistema terapeutico ha la capacità di far assorbire alla regione ammalata una quantità di farmaco fino a 100 volte maggiore di quella assorbita, ad esempio, per via orale. In ultimo, l’applicazione di correnti continue a bassa intensità ha il risultato non secondario di iperpolarizzare le terminazioni nervose, determinandone un elevamento della soglia di eccitabilità, ottenendo quindi un effetto antalgico elevato (effetto TENS). Tutto questo è possibile perché tutti i farmaci presentano la caratteristica della presenza di ioni positivi, negativi, o entrambi (bipolari) – carichi quindi elettricamente – e, sfruttando quindi il principio fisico della migrazione ionica da un polo elettrico all’altro, otteniamo una somministrazione transcutanea, che sfrutta cioè la pelle come via di somministrazione.
    La terapia con onde d’urto in sigla ESWT dall’inglese extracorporeal shockwave therapy, è un trattamento proposto prevalentemente in terapia fisica, medicina dello sport e ortopedia per distrubi muscolo-scheletrici.

    Le onde d’urto sono state impiegate in campo medico a partire dal 1980 nel trattamento delle patologie litiasiche delle vie urinarie (disgregazione dei calcoli renali) con l’idea fondamentale di poter, agendo dall’esterno e in modo non invasivo, distruggere le strutture bersaglio presenti all’interno dell’organismo, senza danneggiare i tessuti circostanti.

    Verso la metà degli anni 80 nuovi studi hanno aperto ulteriori orizzonti sulle potenzialità terapeutiche delle onde d’urto, in particolare in campo ortopedico sia per la cura dei tessuti molli che dei tessuti ossei. In alcune sperimentazioni e applicazioni della terapia ad onde d’urto si presume che siano efficaci anche sistemi che operano con densità di energia (mJ/mm²) molto più bassa di quella efficace nella ESWL e si presume che l’energia dell’onda d’urto abbia anche effetti biologici, non ancora compresi, stimolando processi algologici, riparativi e rigenerativi.

    L’elettrostimolazione muscolare, includendo anche le tecniche di stimolazione transcutanea – TENS – è da tempo usata in fisioterapia come coadiuvante in molte patologie. Anche se in questa sezione ci riferiremo specialmente a tecniche di elettroterapia che si possono applicare con un elettrostimolatore, parleremo anche di altre terapie fisiche che sono efficaci nella riabilitazione da patologie ossee, muscolari, tendinee e dei legamenti.

    In riabilitazione si usa l’elettrostimolazione muscolare per il trattamento di molteplici patologie dei tessuti appena menzionati. Tra i benefici dovuti all’uso dell’ENM in riabilitazione spiccano: aumento del trofismo della zona trattata, diminuzione dei processi infiammatori, migliore ossigenazione dei tessuti e riduzione delle aderenze. Tutti questi benefici si possono ottenere in modo semplice e praticamente senza alcun rischio per il paziente.

    L’elettroterapia consiste nell’applicazione locale di impulsi elettrici alternati (elettrostimolazione) o continui (ionoforesi) al fine di ottenere rispettivamente un effetto terapeutico.L’elettroterapia può sfruttare la corrente continua o la corrente alternata.

    I trattamenti elettroterapici in corrente continua prendono il nome di galvanizzazione e ionoforesi(applicazione di correnti continue di pochi mA/cm2 al fine di veicolare dei farmaci per via cutanea), mentre i trattamenti elettroterapici in corrente alternata si suddividono in:

    corrente alternata a bassa frequenza: utilizzo di correnti diadinamiche, elettrolipolisi e TENS;
    corrente alternata a media frequenza: utilizzo di correnti interferenziali, medie frequenze modulate, correnti di Traebert e treni d’impulsi;
    corrente alternata ad alta frequenza: correnti rettangolari, correnti triangolari, corrente faradica e correnti di Kotz.

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    Sabato8:00 – 14:30
    DomenicaCHIUSO

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    Allo scopo di migliorarci chiediamo ai nostri pazienti come si sono trovati nel nostro centro e chiediamo loro di raccontarci la loro esperienza:

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    Alessandra

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